Dove e quando: Londra, 1851

Londra, 1851. È mattina presto a Hyde Park. Le carrozze avanzano lungo le strade, mentre dalle nuove stazioni ferroviarie scendono viaggiatori arrivati da ogni parte del paese. Molti hanno percorso in poche ore distanze che fino a qualche decennio prima avrebbero richiesto un viaggio lungo e faticoso. Poi, tra gli alberi del parco, compare qualcosa di sorprendente per l’epoca: un enorme palazzo trasparente, fatto di ferro e vetro. È il Crystal Palace, costruito per ospitare la prima Esposizione Universale.

Un’Esposizione Universale è una grande mostra internazionale nella quale diversi paesi presentano prodotti, invenzioni, opere d’arte e nuove tecnologie. Quella di Londra era stata promossa dal principe Alberto, marito della regina Vittoria, e voleva celebrare il progresso tecnico e industriale. All’interno del Crystal Palace si potevano osservare oggetti e materiali arrivati da ogni parte del mondo: opere d’arte dall’India e dalla Cina, pellicce del Canada, vetri colorati, sculture, mobili, macchinari a vapore, locomotive, telegrafi elettrici e perfino nuovi apparecchi domestici, come il fornello a gas.

La Londra dell’Esposizione era la capitale del regno della regina Vittoria, salita al trono nel 1837, ancora molto giovane, dopo la morte dello zio Guglielmo IV. Il Regno Unito era una monarchia costituzionale, cioè uno Stato nel quale il potere del sovrano era limitato dalle leggi. La regina Vittoria seguiva comunque con attenzione gli affari pubblici, leggeva i documenti del governo e manteneva un rapporto costante con i suoi ministri.

Il lunghissimo periodo del suo regno è conosciuto come età vittoriana. Per il Regno Unito furono decenni di grande crescita economica e industriale, di stabilità politica e di forte fiducia nel progresso. L’Esposizione del 1851 divenne il simbolo più spettacolare di questa atmosfera. In circa cinque mesi arrivarono a Londra sei milioni di visitatori, un numero enorme per l’epoca. Le nuove ferrovie permettevano infatti di raggiungere la capitale in poche ore anche da regioni lontane. Per molte persone diventava così possibile organizzare una gita di uno o due giorni che soltanto pochi decenni prima sarebbe stata impensabile.

L’Esposizione ebbe grandi conseguenze per il futuro di Londra. Parte dei guadagni ottenuti dalla vendita dei biglietti servì ad acquistare terreni nella zona di South Kensington, dove negli anni successivi sarebbero stati costruiti il Victoria and Albert Museum, lo Science Museum e l’Imperial College.

Londra si trasformò molto durante l’Ottocento. Vennero completate le nuove Camere del Parlamento, il grande edificio affacciato sul fiume Tamigi, accanto alla celebre torre dell’orologio chiamata Big Ben. Iniziarono i lavori per la metropolitana, furono costruite nuove fognature e moderne reti di tubature e comparvero grandi negozi e grandi magazzini, cioè edifici commerciali nei quali molti tipi diversi di merci venivano venduti nello stesso luogo. Anno dopo anno, nuovi quartieri di mattoni si allargarono intorno al centro. Londra stava diventando una metropoli moderna, una città enorme collegata da trasporti, servizi e infrastrutture sempre più efficienti. Ma non era soltanto Londra a cambiare: grazie alla ferrovia, le diverse regioni del paese entrarono così in contatto sempre più stretto e si rafforzò una cultura nazionale condivisa. Le comunicazioni migliorarono grazie al servizio postale, al telegrafo (un sistema che permetteva di trasmettere messaggi a distanza attraverso segnali elettrici) e ai nuovi sistemi di stampa, mentre l’illuminazione a gas rendeva più vive e sicure le strade delle città dopo il tramonto.

Anche la cultura britannica dell’era vittoriana è particolarmente famosa: tra il 1850 e il 1875 nelle librerie si leggevano i romanzi di Charles Dickens e George Eliot, mentre Alfred Tennyson era uno dei poeti più celebri del paese. Intellettuali come John Stuart Mill, Matthew Arnold e John Ruskin intervenivano nei grandi dibattiti del loro tempo. Erano gli stessi anni in cui Charles Darwin pubblicava le sue opere più importanti. Erano gli anni centrali dell’età vittoriana: agricoltura e industria crescevano e, per una parte della popolazione, aumentavano gli stipendi e miglioravano le condizioni materiali di vita.

Mentre il Regno Unito si trasformava al suo interno, il suo impero si espandeva in altri continenti, spesso attraverso la guerra e la violenza. Nel 1857, nell’India settentrionale, scoppiò una grande ribellione che coinvolse inizialmente numerosi soldati indiani al servizio dell’esercito coloniale britannico. La rivolta fu repressa duramente e cambiò il modo in cui l’India veniva governata. La Compagnia delle Indie Orientali, la grande compagnia commerciale britannica che fino ad allora aveva amministrato vastissimi territori indiani, perse il proprio potere e l’India passò sotto il controllo diretto del Regno.

I giornali seguirono quegli avvenimenti con grande attenzione e spesso con toni drammatici. Le notizie provenienti dai territori contribuirono alla diffusione di quello che viene chiamato imperialismo popolare: il sostegno di una parte della popolazione all’espansione coloniale, spesso accompagnato dalla convinzione che la società britannica fosse superiore ai popoli conquistati. Nel 1876 Vittoria assunse anche il titolo di Imperatrice d’India. Negli stessi decenni, inoltre, l’influenza britannica continuò ad allargarsi in Africa, compreso l’Egitto. Nel 1869 l’apertura del Canale di Suez, in Egitto, creò una via d’acqua diretta tra il Mediterraneo e il Mar Rosso, così le navi dirette verso l’India e l’Asia orientale non erano più costrette a circumnavigare l’intera Africa.

Alla fine del secolo l’Impero britannico sembrava aver raggiunto uno dei momenti di massimo splendore. Nel 1897, per celebrare i sessant’anni di regno di Vittoria, Londra ospitò il Giubileo di Diamante. Per le strade sfilarono soldati e rappresentanti provenienti da numerosi territori dell’impero per rendere omaggio alla regina ormai anziana. Per qualche giorno, Londra sembrò davvero il centro di un mondo che si estendeva su continenti lontanissimi.

Ma quell’immagine trionfale non sarebbe durata a lungo. Poco dopo iniziò la guerra anglo-boera (1899-1902), combattuta nell’Africa meridionale tra l’Impero britannico e le repubbliche fondate dai Boeri, i discendenti soprattutto dei coloni olandesi stabilitisi nella regione. Nel 1901 morì anche la regina Vittoria e divenne re suo figlio Edoardo VII. Dopo più di sessant’anni, l’età vittoriana era finita, ed era iniziato un nuovo secolo.


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