La prima guerra mondiale deve il suo nome alla sua scala senza precedenti: per la prima volta, un conflitto assume una vera e propria dimensione globale. Mai prima di allora una guerra era stata così estesa e coinvolgente. Tutte le principali potenze europee parteciparono, ad eccezione di Spagna, Paesi Bassi, le tre nazioni scandinave e la Svizzera. Quasi tutti gli stati del mondo furono coinvolti, direttamente o indirettamente: come belligeranti, come territori occupati o come alleati formali.
Un aspetto rivoluzionario fu il coinvolgimento delle colonie d’oltremare. Per la prima volta, truppe coloniali furono inviate a combattere lontano dalle loro terre di origine, contribuendo in modo significativo al conflitto. Inoltre, anche stati al di fuori dell’Europa, come gli Stati Uniti, entrarono in guerra, influenzando profondamente gli equilibri geopolitici del XX secolo. Le operazioni navali si estesero su tutto il globo: i sottomarini tedeschi attaccavano i convogli alleati nell’Atlantico, dimostrando come la guerra coinvolgesse anche gli oceani. Anche le nazioni dell’America Latina, pur partecipando solo formalmente, si dichiararono in guerra.
Il conflitto prese avvio come una guerra europea, opponendo due grandi alleanze: da un lato, la Triplice Intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia); dall’altro, gli Imperi Centrali (Germania e Austria-Ungheria). Ma come si arrivò a questo scontro colossale?
Tutto cominciò il 28 giugno 1914 a Sarajevo, quando l’irredentista serbo Gavrilo Princip assassinò l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico. L’evento, apparentemente locale, innescò una catena di eventi che nel giro di poche settimane trascinò l’Europa intera in guerra. Vienna, decisa a “dare una lezione alla Serbia”, inviò un ultimatum il 23 luglio: un documento così rigido da non lasciare spazio a trattative. Quando la Serbia non accettò tutte le condizioni, l’Austria dichiarò guerra il 28 luglio.
La risposta non si fece attendere. La Russia, protettrice dei popoli slavi e alleata della Serbia, avviò la mobilitazione delle truppe il 30 luglio. La Germania, alleata dell’Austria, reagì dichiarando guerra alla Russia il 1° agosto e, contemporaneamente, lanciò la sua offensiva verso occidente. Il 2 agosto, le truppe tedesche invasero il Lussemburgo e intimarono al Belgio, stato neutrale, di consentire il passaggio delle loro forze.
Mentre gli Imperi Centrali avanzavano rapidamente su due fronti, a oriente e a occidente, la terza alleata della Triplice, l’Italia, si dichiarò neutrale, rifiutando di schierarsi accanto agli imperi austro-tedeschi. Gli schieramenti erano ormai definiti, e il conflitto si intensificò rapidamente.
Il 3 agosto la Germania invase il Belgio e dichiarò guerra alla Francia, scatenando la reazione della Gran Bretagna, che entrò in guerra il 4 agosto. L’Austria dichiarò guerra alla Russia il 6 agosto, mentre il 9 agosto e il 13 agosto rispettivamente Francia e Regno Unito dichiararono guerra all’Austria: gli schieramenti della guerra erano fissati.
La velocità delle operazioni tedesche in occidente impressionò il mondo. Dal 7 agosto, le truppe tedesche avevano già occupato Liegi, e il 20 agosto presero Bruxelles. In meno di un mese, il 3 settembre, i tedeschi raggiunsero Senlis, a soli 35 chilometri da Parigi. La capitale francese era in pericolo: il governo si trasferì a Bordeaux, lasciando la città in una situazione critica.
Nel giro di pochissimo tempo, quasi tutte le principali potenze europee erano in guerra.

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