Per molti secoli le donne ebbero pochissimo spazio nella vita politica. Furono soprattutto uomini a governare gli Stati, a scrivere i documenti e a raccontare il passato. Per questo gli storici parlano spesso delle donne come delle “grandi assenti” della storia. Anche nella Chiesa medievale il potere era quasi interamente nelle mani degli uomini. Erano loro a stabilire quali insegnamenti fossero corretti, quali testi dovessero essere considerati autentici e chi avesse il diritto di predicare il Vangelo o interpretare la Bibbia.
Ma che cosa accadeva quando una donna decideva di vivere la propria fede da protagonista, seguendo una strada diversa da quella indicata dalle autorità? La risposta più famosa ha il volto di Giovanna d’Arco, una giovane contadina francese destinata a diventare uno dei personaggi più straordinari del Medioevo.
Fin dall’età di dodici anni, Giovanna raccontò di sentire le voci di santi e angeli. Secondo lei, quelle voci le avevano affidato una missione insieme religiosa e politica: salvare la Francia dall’invasione inglese e aiutare Carlo, il delfino di Francia (cioè il principe ereditario, figlio del re), a diventare il legittimo sovrano del paese.
Per capire perché quella missione fosse così importante bisogna fare un passo indietro. Francia e Inghilterra erano impegnate nella lunghissima Guerra dei Cent’Anni, una guerra che durò circa 116 anni, dal 1337 al 1453. La guerra era scoppiata per decidere chi dovesse essere il re di Francia. Nel 1328 era morto senza figli maschi Carlo IV, ultimo re della famiglia reale dei Capetingi. In Francia si era affermata l’idea che le donne non potessero ereditare il regno né trasmettere questo diritto ai propri figli. Per questo i grandi nobili del regno offrirono il titolo di re di Francia a Filippo di Valois, che divenne re con il nome di Filippo VI. La decisione fu però contestata dal re d’Inghilterra Edoardo III. Sua madre, Isabella, era sorella di Carlo IV e quindi Edoardo era il parente maschio più vicino del re francese appena morto. Per questo rivendicò la corona di Francia e diede inizio alla lunga guerra tra i due regni.
Per molti decenni gli inglesi ottennero importanti vittorie. Nelle battaglie di Crécy (1346), Poitiers (1356) e Azincourt (1415), la cavalleria francese fu sconfitta dagli arcieri inglesi, armati del potente arco lungo (longbow), capace di colpire con precisione anche da grande distanza.
La situazione della Francia peggiorò ancora nel 1420. Con il trattato di Troyes, il re francese Carlo VI riconobbe come proprio successore il re d’Inghilterra Enrico V, che aveva sposato sua figlia Caterina. Nello stesso accordo il vero erede al trono, il figlio di Carlo VI, chiamato anche lui Carlo, veniva escluso dalla successione.
Due anni dopo morirono, a pochi mesi di distanza, sia Enrico V sia Carlo VI. Divenne re d’Inghilterra il piccolo Enrico VI, mentre la Francia rimase divisa in tre parti: il Nord e l’Ovest erano controllati dagli inglesi; l’Est era governato dal potente duca di Borgogna, loro alleato; soltanto i territori a sud della Loira, il fiume più lungo della Francia, riconoscevano l’autorità del delfino Carlo.
Fu proprio in questo momento che entrò in scena Giovanna d’Arco. A soli diciassette anni lasciò il suo villaggio e si presentò dal delfino Carlo. Quindi si armò e si unì all’esercito francese. La sua presenza diede coraggio ai soldati e contribuì alla liberazione di Orléans, assediata dagli inglesi. Grazie a quella vittoria, il delfino poté essere incoronato re con il nome di Carlo VII nella cattedrale di Reims, il 17 luglio 1429.
L’anno successivo Giovanna fu catturata dai Borgognoni e consegnata agli inglesi. Seguì un processo che aveva soprattutto uno scopo politico. Fu accusata di eresia (cioè di seguire idee considerate contrarie agli insegnamenti della Chiesa), perché sosteneva di ricevere direttamente messaggi da Dio. Tra le accuse vi era anche quella di indossare abiti maschili. Secondo la Chiesa medievale, una donna che vestiva come un uomo violava l’ordine naturale stabilito da Dio. Giovanna rifiutò di cambiare abbigliamento, perché lo considerava parte della missione che riteneva di aver ricevuto.
Nel 1431, a soli diciannove anni, fu condannata come eretica e morì sul rogo. La morte di Giovanna non fermò i Francesi: negli anni successivi Carlo VII riuscì a riconquistare quasi tutto il regno e, nel 1453, la Guerra dei Cent’Anni si concluse. All’Inghilterra rimase soltanto la città di Calais.
Pochi anni dopo la fine della guerra, Carlo VII fece riaprire il processo contro Giovanna. Nel 1456 la giovane fu completamente riabilitata. Molti secoli più tardi la Chiesa cambiò definitivamente giudizio: fu beatificata (riconosciuta come modello di vita cristiana) nel 1909 e canonizzata (proclamata santa) nel 1920.
La storia di Giovanna d’Arco mostra quanto fosse difficile, nel Medioevo, per una donna uscire dal ruolo che la società le assegnava. Proprio per questo il suo nome è diventato uno dei simboli più celebri della storia francese e della lotta per la difesa del proprio paese.

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