Costituzione: probabilmente hai già incontrato questa parola durante le lezioni di educazione civica. Una Costituzione è la legge più importante di uno Stato, perché stabilisce come funziona il potere, quali sono i diritti dei cittadini e quali limiti devono rispettare chi governa. I nostri diritti e le nostre libertà esistono grazie a una Costituzione che li mette per iscritto. Nel Medioevo non era proprio così. Ma in Inghilterra le cose erano destinare a cambiare col regno di Giovanni Senzaterra.
Le prime idee che porteranno alla nascita delle costituzioni moderne compaiono proprio nell’Inghilterra del XIII secolo, quasi per caso e, soprattutto, contro la volontà del re Giovanni Senzaterra, re d’Inghilterra dal 1199 al 1216. Durante gli ultimi anni del suo regno, vive diverse difficoltà. Innanzitutto, come già dovresti sapere, si scontra duramente con papa Innocenzo III. Quando il re rifiuta di riconoscere Stefano Langton come arcivescovo di Canterbury, il papa reagisce imponendo l’interdetto nel 1208 e poi lo scomunica nel 1209.
Per alcuni anni Giovanni continua comunque a governare grazie ai suoi funzionari, ma la situazione peggiora nel 1213, quando Innocenzo III arriva addirittura a dichiararlo decaduto dal trono e offre il titolo di re d’Inghilterra al re di Francia, Filippo Augusto. Per evitare l’invasione, Giovanni è costretto ad arrendersi: riconosce il papa come suo signore feudale e promette di pagare ogni anno un tributo di vassallaggio (cioè il pagamento dovuto da un feudatario al proprio signore).
L’anno successivo arriva un’altra umiliazione per re Giovanni. Come dovresti sapere, nel 1214, nella battaglia di Bouvines, Giovanni subisce una pesante sconfitta contro il re di Francia e perde alcuni territori. Tornato in Inghilterra, il re appare ormai debole. È proprio questo il momento scelto dai grandi nobili del regno, i baroni, per ribellarsi. Da tempo non sopportavano i tentativi di re Giovanni di rafforzare il proprio potere e di limitare il loro.
Nel giugno del 1215, nella pianura di Runnymede, vicino a Windsor, re e baroni si incontrano dopo settimane problematiche. Giovanni non ha scelta: è costretto ad approvare documento destinato a diventare famosissimo, la Magna Charta Libertatum, cioè la Grande Carta delle Libertà.
La Magna Charta è un testo scritto per difendere i privilegi della Chiesa e della nobiltà. Tuttavia, ha un’idea destinata a cambiare la storia: nemmeno il re può governare senza rispettare alcune regole. Tra le sue norme più importanti c’è l’impegno del re a non imporre nuove tasse senza il consenso del regno, ossia il re doveva chiedere l’approvazione ai principali nobili del paese. Così nacque un’assemblea di nobili con cui il re doveva avere a che fare per poter governare: l’antenato di quello che oggi chiamiamo Parlamento. L’Inghilterra sarà il primo regno in cui il re doveva confrontarsi con altri rappresentanti dello stato. La Magna Charta obbligava inoltre il re a far rispettare la giustizia dai propri funzionari, come giudici, sceriffi e altri ufficiali, e prometteva di riparare tutte le ingiustizie commesse contro gli abitanti del regno. Per la prima volta venivano messi per iscritto i limiti del potere del re.
Il documento non piacque a papa Innocenzo III, perché Giovanni aveva ormai riconosciuto il papa come proprio signore feudale. Per questo motivo papa Innocenzo dichiarò nulla la Magna Charta, sostenendo che indeboliva il re e metteva in pericolo gli interessi della Chiesa. Ma, nonostante questo, quel documento divenne importantissimo nella storia dell’Inghilterra, il primo grande passo verso l’idea della Costituzione così come la immaginiamo oggi.

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