È il 27 luglio 1214. Siamo nei pressi del villaggio di Bouvines, nelle Fiandre, oggi in Francia, quasi al confine con il Belgio. È domenica, il giorno del Signore. Per la Chiesa medievale quella giornata dovrebbe essere dedicata alla preghiera e al riposo. Combattere è considerato quasi un sacrilegio. Molti contadini evitano perfino di lavorare nei campi per paura di attirare l’ira di Dio. Eppure, quel giorno, due grandi eserciti decidono ugualmente di affrontarsi. Da una parte c’è il re di Francia, Filippo II Augusto. Dall’altra si è formata una grande alleanza guidata dall’imperatore Ottone IV di Brunswick, sostenuto dal re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra e da altri principi nemici della Francia.
Quella di Bouvines è la battaglia più importante del Medioevo, perché in una sola giornata cambiano gli equilibri tra Francia, Inghilterra, Impero e Papato. Ma come si è arrivati a questo scontro? Per capirlo dobbiamo fare qualche passo indietro.
Dal 1198 diventa papa Innocenzo III, uno dei papi più potenti della storia medievale. Proprio in quegli anni l’Impero germanico attraversa una grave crisi. Dopo la morte dell’imperatore Enrico VI, i principi tedeschi non riescono a mettersi d’accordo sul successore. Alla fine, viene scelto Ottone IV di Brunswick, sostenuto anche da Innocenzo III, che lo incorona imperatore nel 1209.
L’alleanza, però, dura poco. Ottone cerca di espandere il proprio potere anche in Italia e questo provoca lo scontro con il papa. Nel 1210 Innocenzo III lo scomunica (cioè lo esclude ufficialmente dalla Chiesa) e decide di sostenere un nuovo candidato: Federico II di Svevia, destinato a diventare uno dei protagonisti della storia medievale.
Anche in Inghilterra la situazione è complicata. Il re è Giovanni Plantageneto, famoso con il soprannome Giovanni Senzaterra. Oggi molti lo ricordano grazie al cartone animato Robin Hood della Disney, dove appare come un re debole, poco amato e che pensa soltanto al denaro. Anche re Giovanni entra in conflitto con Innocenzo III per la nomina dell’arcivescovo di Canterbury, il più importante vescovo inglese. Il papa reagisce imponendo all’Inghilterra l’interdetto, cioè la sospensione delle principali cerimonie religiose. In pratica, in gran parte del regno non si poteva più celebrare pubblicamente messa. Per una società profondamente cattolica è una punizione durissima.
Nel frattempo, anche la Francia stava cambiando. La dinastia dei Capetingi, che ha sostituito i discendenti di Carlo Magno, cerca di rafforzare il potere del re. In teoria i re francesi dovrebbero governare su tutta la Francia, ma nella realtà controlla direttamente solo la regione attorno a Parigi, chiamata Île-de-France. Il resto del territorio è diviso tra potenti feudatari, tra cui perfino i re d’Inghilterra, che avevano vaste terre francesi ereditate dai loro antenati, i duchi di Normandia. Per rafforzare il regno francese, Filippo II deve quindi ridurre il potere dei re inglesi.
Quando Innocenzo III abbandona Ottone IV e sceglie di sostenere Federico II, anche gli altri re europei prendono posizione. Filippo II si schiera con Federico II, mentre Giovanni d’Inghilterra si allea con Ottone IV. Il 27 luglio 1214, a Bouvines, le due alleanze si affrontano. Nonostante sia domenica, la battaglia viene combattuta con estrema violenza. Alla fine, l’esercito francese ottiene una vittoria schiacciante.
Le conseguenze sono enormi. Filippo II conquista nuovi territori, riduce la presenza inglese in Francia e rafforza come mai prima il potere del regno francese. Ottone IV esce distrutto dalla sconfitta: perde il sostegno dei principi tedeschi e viene sostituito da Federico II, che sarà incoronato imperatore l’anno successivo.
E Giovanni Senzaterra? Lo scoprirete nel prossimo paragrafo.

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