9.4 Parola chiave: Santiago

Il vento dell’oceano soffia sulle colline della Galizia, nel nord della Spagna. Le strade sono piene di viaggiatori, spesso con bastone e mantello, che viaggiano tutti verso la stessa direzione: Santiago. Nel Medioevo come oggi, arrivare a Santiago de Compostela significava compiere uno dei pellegrinaggi più importanti della cristianità.

Ma che cos’è Santiago? Santiago è il nome spagnolo di San Giacomo apostolo, uno dei dodici apostoli di Gesù. La città di Santiago de Compostela, in Galizia, una regione della Spagna, prende il nome proprio dalla tomba di San Giacomo che vi si troverebbe qui. La leggenda racconta che, dopo essere stato decapitato in Palestina, il corpo di San Giacomo sarebbe stato portato via mare fino alla Spagna del nord. Nel Medioevo, migliaia di persone iniziarono a mettersi in cammino per raggiungere la città, dove fu costruito un santuario che ancora oggi è l’obiettivo del cosiddetto Camino di Santiago, cioè il cammino di pellegrinaggio verso la tomba del santo. Fin qui sembrerebbe solo una storia religiosa. In realtà, la città di Santiago è legata anche alla guerra e all’atmosfera delle crociate. Vediamo perché.

La penisola iberica (cioè il territorio dove oggi si trovano Spagna e Portogallo) era stata conquistata nei primi anni del VIII secolo quasi interamente dai musulmani, che provenivano dal Nord Africa. I cristiani riuscirono a resistere solo nelle zone montuose del nord, dove si rifugiarono i Visigoti, i barbari cattolici che prima governavano la Spagna.

Carlo Magno, re dei Franchi, provò a conquistare la Spagna musulmana, ma nel 778, a Roncisvalle, il suo esercito subì una pesante sconfitta contro i Baschi (una popolazione che vive ancora oggi tra Spagna e Francia, sui Pirenei). Questo episodio diventò famosissimo perché ispirò un’opera di cui abbiamo già parlato: la Chanson de Roland, che racconta la morte eroica del cavaliere Rolando.

Dopo quella sconfitta, per molto tempo nella Spagna del nord rimasero solo piccoli regni cristiani. Il primo di questi fu il Regno delle Asturie, nato proprio nelle montagne rimaste libere dai musulmani. Da qui, però, nei secoli successivi, i cristiani iniziarono lentamente ad avanzare verso sud, conquistando nuovi territori. Questo lunghissimo processo è stato chiamato dagli Spagnoli Reconquista (cioè “riconquista”), perché i cristiani pensavano di riconquistare terre che un tempo erano state cristiane. In realtà il vecchio regno visigoto non esisteva più da tempo, ma l’idea della “riconquista” serviva a dare alla guerra un significato religioso.

La Reconquista fu lunghissima: durò dal 711 (anno dell’invasione musulmana) fino al 1492, quando cadde l’ultimo regno musulmano in Spagna, Granada. Sono 781 anni di guerra: quasi otto secoli. Non fu una guerra continua, ma una lunga serie di battaglie, con un’espansione cristiana che ebbe molti ostacoli.

Ma torniamo a Santiago. Nel Medioevo si diffuse una leggenda molto importante: si raccontava che San Giacomo fosse apparso in battaglia per aiutare i cristiani a combattere contro i musulmani. In particolare, una leggenda parla della battaglia di Clavijo (844), in cui San Giacomo sarebbe apparso a cavallo, con la spada in mano, per aiutare i cristiani a vincere. Per questo motivo fu chiamato Santiago Matamoros, cioè “San Giacomo ammazza Mori” (i Mori erano i musulmani della Spagna; il nome deriva da Mauritania, la regione del Nord Africa da cui provenivano molti conquistatori musulmani). Oggi sappiamo che questa battaglia è inventata e che il santo non è mai apparso davvero, ma la leggenda fu importantissima perché trasformò la guerra contro i musulmani in una guerra sacra, proprio come furono le crociate. Anzi, le crociate si ispirarono un po’ agli scontri che avvenivano tra cristiani e musulmani in Spagna.

Nel corso del tempo, nacquero diversi regni cristiani nella penisola: León, Castiglia, Aragona, Navarra e Portogallo. Erano regni molto diversi tra loro. La Catalogna, affacciata sul Mar Mediterraneo, era ricca di commerci marittimi; la Castiglia, invece, era una terra di colline e montagne, adatta soprattutto all’allevamento delle pecore, che divenne la base della sua economia. Nel 1212 avvenne una delle battaglie più importanti della Reconquista: la battaglia di Las Navas de Tolosa, in cui i regni cristiani ottennero una grande vittoria contro i musulmani. Dopo questa battaglia, la riconquista cristiana accelerò e i musulmani furono spinti sempre più a sud.

Intanto, queste guerre venivano raccontate anche nella letteratura cavalleresca. In Francia, come dovresti sapere, c’era la Chanson de Roland; in Spagna, invece, c’era il Cantar de mio Cid, un poema che racconta le imprese di El Cid Campeador, un cavaliere spagnolo realmente esistito che combatté contro i musulmani e conquistò la città di Valencia alla fine dell’XI secolo, proprio negli anni della prima crociata.

Così, tra pellegrinaggi, leggende di santi guerrieri, poemi epici e battaglie, la Spagna medievale sviluppò un’idea di guerra che anticipò quella delle crociate: una guerra combattuta per la fede, ma anche per la terra, il potere e la ricchezza. E al centro di tutto questo mondo, come meta di pellegrini e simbolo della cristianità, c’era proprio Santiago.


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