Francesco di Assisi è il santo più famoso del Medioevo, ricordato soprattutto per aver scelto di vivere nella povertà assoluta, rinunciando volontariamente a ogni ricchezza per imitare Cristo nel modo più estremo possibile.

Francesco nacque ad Assisi nel 1182, figlio di un ricco mercante di stoffe. La sua vita sembrava già decisa: denaro, divertimenti, prestigio sociale. Amava la poesia dei trovatori e guidava la gioventù più ricca della città. Ma durante una guerra contro Perugia fu fatto prigioniero, e quell’esperienza lo cambiò profondamente. Cominciò a farsi domande sul senso della propria esistenza e ad allontanarsi dalla vita fatta di ricchezze che aveva sempre conosciuto.

Dopo alcune visioni religiose e un pellegrinaggio a Roma vissuto da mendicante, Francesco prese una decisione clamorosa: rinunciò ai beni della famiglia, si spogliò pubblicamente delle sue ricchezze e scelse di vivere come povero tra i poveri. Secondo la tradizione, Cristo crocifisso gli avrebbe chiesto di “ricostruire la sua Chiesa”. Francesco interpretò inizialmente quelle parole in senso letterale: restaurò con le proprie mani la piccola chiesa di San Damiano e poi contribuì alla sistemazione della Porziuncola, una cappella poco fuori Assisi che divenne il centro del suo movimento.

Nel 1206 attorno a lui si riunirono i primi compagni: erano dodici, come gli apostoli. Francesco li chiamò frati minori. Il nome aveva un senso ben preciso: “minori” significava infatti piccoli, umili, ultimi tra gli uomini. Essi non volevano ricchezze né potere; volevano vivere tra la gente comune, predicare, aiutare i poveri e mostrarsi fratelli di tutti. Proprio da qui deriva il termine frati, cioè “fratelli”, che da allora indicò i membri degli ordini mendicanti, non solo dell’ordine francescano (come i frati predicatori, ossia i domenicani).

Pur non essendo sacerdote, Francesco predicava in pubblico e attirava folle sempre più numerose. Scrisse una prima regola di vita per la sua comunità, approvata da papa Innocenzo III nel 1209. Nasceva così ufficialmente l’Ordine dei Frati Minori.

Il movimento si diffuse con rapidità sorprendente. Nel 1212 una giovane nobile di Assisi, Chiara, abbandonò la propria famiglia per seguire Francesco. Nacque così l’ordine femminile delle Clarisse. Più tardi si sviluppò anche un terzo ordine, pensato per i laici: uomini e donne che volevano vivere secondo gli ideali francescani senza entrare in monastero e senza fare voto di castità.

Nel 1219, durante la quinta crociata, attraversò il Mediterraneo e raggiunse l’Egitto per incontrare il sultano musulmano. Il suo obiettivo era predicare il Vangelo e tentare una via di dialogo in un’epoca dominata dalla guerra religiosa. Fu un gesto straordinariamente coraggioso: mentre la cristianità combatteva contro il mondo musulmano, Francesco cercava il confronto pacifico con il nemico.

Tornò dall’Oriente malato e quasi cieco. Nel 1223, a Greccio, organizzò la prima rappresentazione del presepe vivente, una tradizione destinata a diffondersi in tutta Europa.

Negli ultimi anni della sua vita dovette però assistere con sofferenza ai cambiamenti del proprio ordine. I francescani erano ormai migliaia, e mantenerli fedeli all’ideale originario di povertà assoluta diventava difficile. Il papato impose una nuova regola, approvata nel 1223, più dettagliata e meno spontanea di quella iniziale.

Ritiratosi sul monte della Verna, nel 1224 Francesco avrebbe ricevuto le stigmate, cioè segni sul corpo interpretati dai fedeli come la riproduzione miracolosa delle ferite di Cristo crocifisso.

Nello stesso anno, Francesco compose il Cantico delle creature, una via di mezzo tra preghiera e poesia in cui loda Dio attraverso gli elementi della natura. Il testo è considerato uno dei primi grandi capolavori della letteratura italiana in volgare (cioè nella lingua parlata dal popolo, distinta dal latino dei dotti).

Francesco morì nel 1226, alla Porziuncola. Soltanto due anni dopo, nel 1228, papa Gregorio IX lo proclamò santo, a dimostrazione della fama che aveva Francesco.

Dopo la sua morte, però, l’ordine francescano si divise. Da una parte vi erano coloro che volevano restare fedeli alla povertà assoluta predicata dal fondatore; dall’altra chi voleva che la vita nel monastero fosse meno rigida. I più “estremisti”, chiamati spirituali o fraticelli, furono spesso perseguitati proprio dalla Chiesa che Francesco aveva servito con devozione.

Anche se il francescanesimo prese in parte una strada diversa da quella immaginata dal suo fondatore, i Francescani divennero uno degli ordini religiosi più importanti della cristianità. Molti loro membri, come san Bonaventura, ebbero ruoli centrali nella Chiesa medievale.

Come Domenico, anche Francesco aveva compreso una grande trasformazione del suo tempo: il monachesimo tradizionale, fatto di abbazie costruite in luoghi più isolati, non bastava più. In un’Europa dove le città crescevano e i mercanti diventavano sempre più ricchi, servivano religiosi capaci di vivere in mezzo al popolo e di predicare mostrando il proprio esempio.


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