9.3 Parola chiave: Ospedali

Gerusalemme non è una città qualunque: è una città sacra. Qui si incontrano le storie e le fedi di tre grandi religioni: Cristianesimo, Ebraismo e Islam. Per secoli Gerusalemme è stata musulmana, ma nell’estate del 1099 accade qualcosa che cambia tutto: arrivano i crociati dall’Europa e conquistano la città. Per capire come si arriva a questo momento, dobbiamo tornare indietro di qualche anno e riprendere il discorso iniziato con papa Urbano II.

Nel 1095, al concilio di Clermont, Urbano II invita i cristiani d’Europa a partire per liberare Gerusalemme. Il suo appello funziona davvero: nel 1096 parte verso la Terra Santa un enorme esercito. È la Prima crociata. Si chiama “prima crociata” perché, come vedremo, ce ne saranno molte altre. Questa spedizione è qualcosa di mai visto prima: è il papa a organizzare una guerra, cosa che di solito spettava all’imperatore. Ma in quel periodo la situazione politica era molto complicata: l’imperatore Enrico IV era scomunicato (fu l’imperatore che si scontrò con Papa Gregorio VII!), anche il re di Francia Filippo I era scomunicato e il re d’Inghilterra non sosteneva le riforme della Chiesa. Così il papa decide di organizzare la spedizione da solo.

Urbano II organizza tutto con attenzione. Nomina come suo legato (cioè rappresentante ufficiale) il vescovo di Le Puy, affiancato dal nobile Raimondo IV di Tolosa. In questo modo il papa mette in piedi un vero esercito cristiano. È un fatto molto importante: per la prima volta nella storia, la Chiesa organizza e guida una guerra.

In realtà, prima dell’arrivo dei grandi eserciti dei nobili, parte una spedizione molto particolare, chiamata “crociata dei poveri”. È guidata da Pietro l’Eremita, un predicatore che convince molte persone a partire per la Palestina per combattere i musulmani. A questa spedizione partecipano contadini, poveri, mendicanti, uomini e donne senza esperienza militare. Non sono veri soldati, ma pellegrini armati, spinti soprattutto dalla fede e dall’entusiasmo religioso.

Per queste persone, Gerusalemme non è solo una città: è un simbolo fortissimo. Nella mentalità medievale esisteva l’idea della Gerusalemme celeste, cioè la città perfetta e divina che, secondo la tradizione cristiana, sarebbe apparsa alla fine dei tempi. Per questo Gerusalemme esercitava un’enorme attrazione sui poveri e sui predicatori: sembrava il luogo dove la storia del mondo sarebbe finita e sarebbe tornato Cristo. La crociata dei poveri, però, finisce male: i partecipanti, male armati e disorganizzati, vengono in gran parte uccisi o fatti prigionieri prima di arrivare a Gerusalemme.

La vera Prima crociata, quella organizzata dal papa e guidata dai nobili europei, parte nello stesso periodo, nel 1096. I crociati arrivano soprattutto dalla Francia e dal Sud Italia normanno. Dopo un lungo viaggio e molte battaglie, l’esercito crociato arriva finalmente davanti a Gerusalemme e la assedia. Il 15 luglio 1099 la città viene conquistata con un assalto violentissimo. I crociati, che gli orientali chiamavano “franchi”, entrano in città e compiono un terribile massacro di musulmani ed ebrei. Poi raggiungono la chiesa del Santo Sepolcro, il luogo dove, secondo la tradizione, fu sepolto Gesù, e sciolgono il loro voto, cioè la promessa fatta prima di partire.

Dopo la conquista nasce un problema: chi deve governare Gerusalemme? I capi crociati allora eleggono come capo Goffredo di Buglione, un nobile della Lorena, che, secondo alcune fonti, non avrebbe mai accettato il titolo di re perché non voleva indossare una corona d’oro nella città dove Cristo aveva portato una corona di spine.

Alla sua morte, però, il fratello Baldovino accetta la corona e diventa re. Nasce così il Regno crociato di Gerusalemme, uno Stato governato dai nobili europei in Terra Santa. Questo regno è un caso molto strano per il Medioevo: non dipende davvero né dal papa, né dall’imperatore tedesco, né dall’imperatore bizantino. Oltre al Regno di Gerusalemme, il furono fondati alcuni stati crociati che funzionavano secondo il feudalesimo europeo, come la contea di Tripoli, il principato di Antiochia e la contea di Edessa.

Il regno crociato dura quasi due secoli. A Gerusalemme i crociati costruiscono chiese, castelli, mercati coperti e nuove fortificazioni, spesso usando architetti e lavoratori arrivati dall’Europa. La città diventa anche un centro commerciale importante, anche se i porti sulla costa (come Acri, Tiro e Giaffa) restano più ricchi e attivi.

Ma la situazione politica resta sempre fragile. Dopo la caduta di Edessa, nel 1145, papa Eugenio III lanciò una nuova crociata, ma il tentativo fallì e l’assedio di Damasco fu abbandonato dopo appena quattro giorni.

Nel 1187 un grande condottiero musulmano, Saladino, riconquista Gerusalemme. L’Europa risponde con la Terza crociata, alla quale partecipano tre grandi sovrani: l’imperatore Federico Barbarossa, il re di Francia Filippo Augusto e il re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone. Nonostante la spedizione, però, Gerusalemme non viene riconquistata. Da quel momento la città resterà in mano musulmana per molti secoli.


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