7.7 Parola chiave: Milano

Quello che successe a Milano, nel corso del XII secolo, è la storia che più di tutte ci fa capire la storia dei comuni medievali, fatta di scontri continui, sia esterni contro l’imperatore, sia interni tra famiglie e fazioni rivali.

Per un certo periodo, i comuni italiani si svilupparono senza ostacoli. L’imperatore del Sacro Romano Impero (cioè il sovrano che, almeno in teoria, aveva il controllo sull’Italia del Nord) non interveniva nelle loro faccende, preoccupandosi del governo della Germania, e le città approfittarono di questa distanza per diventare sempre più autonome. Ma questa fase finì quando, nel 1152, salì al potere Federico I di Hohenstaufen, detto Barbarossa. Il soprannome divenne diffuso probabilmente perché il colore rosso nel Medioevo era solitamente associato a qualcosa di negativo.

L’elezione di Barbarossa mette fine alla lotta tra due grandi famiglie tedesche: i Guelfi, vicini al Papa, e i Ghibellini, fedeli all’Impero. Questi nomi diventano presto quelli delle due grandi fazioni politiche italiane: stare con il Papa o stare con l’Imperatore. Una divisione che segnerà la storia italiana per secoli.

Nel 1154, Barbarossa scende in Italia con un obiettivo chiaro: riprendere il controllo diretto sui comuni. Milano, una delle città più potenti del Nord, rifiuta di sottomettersi. È una sfida aperta. L’imperatore reagisce convocando la dieta di Roncaglia (un’assemblea ufficiale dei grandi dell’Impero), dove dichiara di voler ristabilire i diritti imperiali. Per farsi obbedire, usa anche la forza: distrugge città come Asti, Chieri e Tortona, dando un segnale durissimo a tutti i ribelli. Poi viene incoronato imperatore a Roma e torna in Germania.

A differenza dei suoi predecessori, Barbarossa torna più volte in Italia. Nel 1158 assedia Milano e la costringe ad arrendersi. Subito dopo convoca una nuova dieta a Roncaglia e impone ai comuni di restituire i regalia (cioè i diritti sovrani: tasse, giustizia, controllo del territorio), che spettano all’imperatore. Per un breve periodo molte città accettano. Milano no. Si ribella di nuovo. La risposta di Barbarossa è durissima: nel 1162 la città viene distrutta completamente, le case abbattute, le torri rase al suolo. Sembra la fine.

E invece accade qualcosa di inatteso. Proprio quella violenza eccessiva spinge le città italiane a unirsi. Nel 1167 nasce la Lega Lombarda, un’alleanza tra comuni per difendersi dall’imperatore. Milano viene ricostruita grazie all’aiuto dei comuni della Lega. Anche il Papa, Alessandro III, si schiera con loro. In suo onore viene fondata una nuova città fortificata: Alessandria.

Quando Barbarossa torna in Italia nel 1174, trova una situazione completamente diversa. I comuni non sono più isolati: sono uniti. Nel 1176, nella battaglia di Legnano, la Lega Lombarda sconfigge l’esercito imperiale. È una svolta storica: per la prima volta i comuni dimostrano di poter resistere all’imperatore.

La conseguenza arriva pochi anni dopo. Nel 1183, con la Pace di Costanza, l’imperatore riconosce ai comuni il diritto di governarsi da soli, eleggere i propri magistrati e gestire le proprie leggi. In teoria l’Impero mantiene la sua autorità, ma nella pratica le città sono ormai autonome.

Finita la guerra contro l’imperatore, però, non finisce il conflitto. Anzi, si sposta all’interno delle città. Le lotte tra famiglie e fazioni diventano sempre più violente. Per riportare ordine, molti comuni introducono una nuova figura: il podestà. Si tratta di un magistrato forestiero (cioè proveniente da un’altra città), esperto di diritto, chiamato a governare per un periodo limitato, di solito un anno. Proprio perché esterno, il podestà dovrebbe essere imparziale: amministra la giustizia, controlla le finanze e guida il governo cittadino.

Questa scelta segna anche un cambiamento sociale importante. Accanto ai nobili cresce il peso del Popolo, cioè dei cittadini non aristocratici. Al suo interno si distinguono il popolo minuto (artigiani e piccoli commercianti) e il popolo grasso (grandi mercanti e banchieri). Dopo il 1250, questi gruppi acquistano sempre più potere e guidano una fase di forte sviluppo economico.

La storia di Milano, quindi, non è solo la storia di una città. È il racconto di una conquista difficile: quella della libertà comunale, ottenuta con la forza, difesa con alleanze e continuamente messa alla prova dai conflitti.


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