Nella città normanna di Bayeux, in Francia, è conservato uno dei documenti più straordinari del Medioevo. È una lunga fascia di lino ricamata, lunga quasi 70 metri, che racconta una guerra come farebbe oggi un fumetto. Questo ricamo è conosciuto come arazzo di Bayeux, anche se in realtà non è un vero arazzo, perché le figure non sono tessute ma ricamate sul tessuto. Grazie alle sue immagini possiamo osservare armi, armature, navi e tecniche di combattimento dell’XI secolo. Ci ricorda anche una cosa importante: gli storici non ricostruiscono il passato soltanto attraverso i testi scritti, ma utilizzano anche fonti materiali e iconografiche (cioè immagini, monumenti, oggetti e opere d’arte). Seguendo le scene ricamate possiamo quasi entrare nella storia e teletrasportarci in Inghilterra, nell’autunno del 1066.

Davanti a noi si alza la collina di Hastings. Tra poco due eserciti si scontreranno e, con quella battaglia, finirà un’intera epoca della storia inglese. Sul campo morirà Aroldo del Wessex, l’ultimo re anglosassone d’Inghilterra. Al suo posto salirà al trono il duca di Normandia, destinato a passare alla storia come Guglielmo il Conquistatore. Ma per capire come si arrivò a quel momento bisogna fare un passo indietro.

Guglielmo sosteneva che il re inglese Edoardo il Confessore, suo parente, gli avesse promesso la successione al trono. Quando Edoardo morì, però, i nobili inglesi proclamarono re Aroldo del Wessex, che fu incoronato quasi subito. Guglielmo considerò quella scelta un’usurpazione del trono, ossia che Aroldo si era impossessato del potere senza averne diritti, e decise di invadere l’Inghilterra. Fece costruire una grande flotta, raccolse armi, cavalli e viveri, reclutò soldati anche nelle Fiandre e nella Francia settentrionale e, nel settembre del 1066, attraversò il canale della Manica con il suo esercito.

Il 14 ottobre 1066 i due eserciti si affrontarono presso Hastings. Probabilmente disponevano di forze simili, circa 7.000 uomini ciascuno, ma combattevano in modo molto diverso. Gli anglosassoni combattevano quasi esclusivamente a piedi, armati soprattutto di asce e lance. I Normanni, invece, affiancarono alla fanteria una potente cavalleria pesante, già diffusa in Francia ma ancora poco conosciuta in Inghilterra.

Questa differenza appare chiaramente nell’arazzo di Bayeux, commissionato dal vescovo Oddone di Bayeux, fratellastro di Guglielmo. Le immagini, accompagnate da brevi iscrizioni in latino, raccontano la conquista normanna presentando la sconfitta di Aroldo come un castigo divino, perché avrebbe violato il giuramento di fedeltà prestato a Guglielmo. I cavalieri normanni indossavano una cotta di maglia (una corazza formata da migliaia di piccoli anelli metallici intrecciati), un elmo con nasale (la barra metallica che proteggeva il naso) e uno scudo a forma di aquilone. La loro arma principale era la lancia, che durante la carica veniva tenuta sotto il braccio invece di essere lanciata contro il nemico. In questo modo tutta la forza del cavallo si concentrava nell’impatto. Questa tecnica, molto innovativa per l’XI secolo, era resa possibile da staffe più lunghe e da una sella più stabile, che permettevano al cavaliere di restare saldo durante la carica.

La vittoria di Hastings cambiò profondamente la storia dell’Inghilterra. Guglielmo fu incoronato re e ricevette il soprannome di “il Conquistatore”. Da quel momento il regno inglese si avvicinò sempre di più alla Francia, sia dal punto di vista politico sia da quello culturale. Anche il feudalesimo si diffuse in Inghilterra e rimase uno degli elementi fondamentali dell’organizzazione del regno per molti secoli.

Nei pochi anni successivi Guglielmo riuscì anche a sconfiggere la resistenza della nobiltà anglosassone, sostenuta dai re di Scozia e di Danimarca. Per controllare il territorio fece costruire una fitta rete di castelli: intorno al 1100 se ne contavano probabilmente circa 5.000. Nello stesso tempo, gran parte dei nobili anglosassoni persero terre e privilegi, mentre le cariche più importanti furono assegnate ai nobili e agli ecclesiastici provenienti dalla Normandia e dal nord della Francia.

I Normanni ereditarono però un regno che possedeva già un’amministrazione molto efficiente. L’Inghilterra era divisa in contee, governate dagli sheriffs (i rappresentanti del re sul territorio), mentre la corte seguiva il re nei suoi continui spostamenti. Nel 1086 Guglielmo ordinò la compilazione del Domesday Book, un enorme censimento delle terre, delle ricchezze e delle proprietà del regno. Era così preciso che i contemporanei lo paragonarono al Giudizio Universale, perché sembrava che nulla potesse sfuggire al controllo del sovrano.

Anche il ducato di Normandia disponeva di una buona amministrazione, ma governare contemporaneamente i due territori era tutt’altro che semplice. Per mantenere il controllo, il re doveva essere presente di persona. Se rimaneva troppo a lungo in Inghilterra, in Normandia scoppiavano rivolte; se invece si tratteneva in Normandia, rischiava di perdere il controllo del regno inglese. Guglielmo il Conquistatore sperimentò più volte questa difficoltà, scoprendo quanto fosse complesso governare due domini separati dal mare.


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