Quando senti la parola Vichingo, probabilmente pensi a un guerriero gigantesco con un elmo cornuto, un’ascia e una lunga barba. È l’immagine resa famosa da film, fumetti, videogiochi e serie televisive. In realtà, quasi tutto questo appartiene alla leggenda. Gli elmi con le corna, ad esempio, non erano usati dai Vichinghi, ma sono un’invenzione dell’Ottocento.

Con il nome di Vichinghi indichiamo gli antenati degli attuali popoli della Scandinavia, la regione dell’Europa settentrionale che comprende oggi Danimarca, Norvegia e Svezia. A partire dalla fine dell’VIII secolo questi uomini e queste donne diventano protagonisti della storia europea. Sono ricordati soprattutto come pirati e saccheggiatori, ma furono anche commercianti, esploratori, coloni e fondatori di nuovi Stati.

Prima di raccontare la loro storia, però, dobbiamo capire che cosa significa davvero la parola vichingo. Nella lingua norrena (l’antica lingua parlata dagli Scandinavi) esistono infatti due termini diversi. Víking indica una spedizione navale, spesso organizzata per esplorare o saccheggiare; víkingr è invece l’uomo che partecipa a quella spedizione. Essere un vichingo, quindi, non significa appartenere a un popolo preciso, ma prendere parte a un’attività: salpare, navigare e affrontare lunghi viaggi via mare per saccheggiare. In Inghilterra, già dalla fine del VII secolo, la parola aveva assunto il significato di pirata, proprio perché gli abitanti delle coste britanniche erano tra i primi a subire le loro incursioni.

Alla base del successo dei Vichinghi c’è la nave. Gli Scandinavi sono marinai eccezionali e costruiscono imbarcazioni leggere, robuste e molto maneggevoli. Sono abbastanza resistenti da affrontare l’oceano, ma possono anche risalire i fiumi e raggiungere città lontane dalla costa. Senza queste navi, l’espansione vichinga non sarebbe mai stata possibile. Oggi molti chiamano queste navi drakkar, ma questo nome è in realtà moderno. Nell’epoca vichinga si usavano termini diversi. Nei poemi scandinavi compare, ad esempio, la parola dreki, che significa drago o serpente mostruoso. Non indica un particolare tipo di nave, ma descrive quelle imbarcazioni che portavano sulla prua una testa scolpita a forma di creatura fantastica, pensata anche per spaventare i nemici.

I primi attacchi vichinghi sorprendono un’Europa impreparata. Tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo i regni europei sono spesso in guerra tra loro e le coste sono poco difese. I Vichinghi approfittano di questa situazione. Le loro spedizioni sono inizialmente stagionali: partono in primavera o in estate, compiono razzie (saccheggi) e ritornano in Scandinavia prima dell’inverno. L’episodio che colpisce maggiormente il mondo cristiano avviene l’8 giugno 793. Alcune navi vichinghe raggiungono l’isola di Lindisfarne, al largo della costa nord-orientale dell’Inghilterra. Qui si trovava uno dei monasteri più importanti del regno. I Vichinghi lo saccheggiano, uccidono molti monaci e catturano numerosi prigionieri da vendere come schiavi. Per gli uomini dell’epoca è uno shock enorme: un luogo considerato sacro viene saccheggiato. Per questo motivo gli storici indicano tradizionalmente il saccheggio di Lindisfarne come l’inizio dell’età vichinga.

Negli anni successivi i saccheggi diventano sempre più frequenti. I Vichinghi non si limitano più alle coste, ma risalgono i grandi fiumi europei e colpiscono città situate anche molto lontano dal mare. Nell’845 una flotta di circa 120 navi percorre il fiume Senna, conquista Rouen e raggiunge Parigi, che allora non è ancora la capitale della Francia.

Con il passare del tempo, però, molti Vichinghi smettono di limitarsi ai saccheggi. Cominciano invece a stabilirsi stabilmente nelle terre conquistate. Alla fine del IX secolo numerosi Danesi si insediano lungo la foce della Senna. Tra loro emerge un capo chiamato Hrólfr, conosciuto in italiano come Rollone. Nel 911 Rollone raggiunge un accordo con il re dei Franchi, Carlo il Semplice. Il sovrano gli concede il controllo della regione di Rouen, mentre Rollone promette di difendere quel territorio da nuovi attacchi vichinghi e si fa battezzare, convertendosi al cattolicesimo. Nasce così il ducato di Normandia. Il suo nome deriva da una parola che significa “terra degli uomini del Nord”, cioè dei Vichinghi che si erano stabiliti in quella regione.

Da questo momento la loro storia cambia profondamente. Nel giro di poche generazioni gli antichi guerrieri scandinavi si mescolano con le popolazioni locali, adottano la lingua che darà origine al francese, si convertono al cattolicesimo, seguendo Rollone, e fanno proprie molte istituzioni del regno dei Franchi. Per indicare questi Vichinghi cattolici e che parlavano francese, si usa la parola Normanni, per indicare il nuovo popolo nato dall’incontro tra la tradizione scandinava e quella franca.

Mentre i Danesi viaggiano verso l’Europa occidentale, gli Svedesi seguono una strada diversa. Attraversano il mar Baltico e risalgono i grandi fiumi dell’Europa orientale. Qui sono conosciuti come Variaghi, mentre quei gruppi che contribuiranno alla nascita del primo Stato russo saranno identificati col nome Rus’. Alcuni Variaghi diventano famosi come mercenari (soldati che combattono in cambio di un pagamento) e formano la prestigiosa Guardia Variaga, il corpo scelto incaricato di proteggere gli imperatori di Costantinopoli.

I Norvegesi, invece, si dirigono verso l’Atlantico. Raggiungono l’Islanda, allora quasi disabitata, e vi fondano nuovi insediamenti senza incontrare una forte resistenza. Da qui proseguono ancora più a ovest. Secondo la Saga di Erik il Rosso, Erik il Rosso scopre la Groenlandia, che chiama Grœnland, cioè “terra verde”, probabilmente per attirare nuovi coloni. Pochi anni dopo suo figlio Leif Erikson raggiunge anche le coste del Nord America, chiamate Vínland, la “terra del vino”. I Vichinghi non capiscono di avere scoperto un nuovo continente, ma sono i primi Europei a raggiungerlo, quasi cinque secoli prima di Cristoforo Colombo.

Anche i Normanni, ormai ben diversi dai loro antenati scandinavi, continuano a espandersi. Nell’XI secolo gruppi di cavalieri normanni arrivano nell’Italia meridionale come mercenari. Inizialmente combattono al servizio dei signori locali, ma ben presto iniziano a conquistare territori per conto proprio. Sconfiggono Bizantini e Longobardi e, dopo una lunga guerra, strappano la Sicilia agli Arabi. Nel 1130, Ruggero II d’Altavilla unisce Sicilia e Italia meridionale nel Regno di Sicilia, uno degli Stati più potenti del Mediterraneo medievale. Da quel momento il Sud Italia entra stabilmente nell’orbita della cristianità latina e il regno normanno diventa uno dei protagonisti della storia italiana.


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