La strega è una figura antichissima. Esistono leggende sulle streghe di secoli e secoli in Europa, ma è tra il Cinquecento e il Seicento che la Chiesa inizia a cercarle per ucciderle. Si diffondono le accuse, soprattutto verso le donne, di praticare la stregoneria, cioè di utilizzare poteri magici e, di avere rapporti con il diavolo. Sono soprattutto le donne ad essere accusate di stregoneria. La strega diventa così il simbolo dell’inizio dell’età moderna.

Hai letto che il Medioevo era visto come un’epoca di superstizioni mentre l’età moderna sarebbe stata l’inizio di un mondo più razionale. Ma è proprio con l’età moderna che inizia la grande caccia alle streghe. Come mai?

In quegli stessi decenni l’Europa cristiana aveva vissuto una grande divisione, con la nascita delle Chiese evangeliche in molti paesi cattolici. Cattolici ed evangelici erano in conflitto su molti aspetti della fede cristiana e cercavano di decidere, con precisione, quali comportamenti fossero cristiani e quali no. Per questo motivo entrambe le Chiese iniziarono a combattere pratiche magiche, superstizioni e credenze popolari perché erano viste come nemici della religione cristiana.

Si diffonde l’idea, anche tra gli uomini di Chiesa, che le streghe non siano semplicemente persone capaci di compiere magie, ma membri di una setta segreta dedita al culto del diavolo. Si racconta che volino di notte, pratichino magie e partecipino al sabba, il presunto raduno notturno delle streghe, accompagnato da riti e banchetti demoniaci. Queste storie nascono dall’unione di credenze popolari, antichi riti e superstizioni diverse, raccolte poco alla volta in un’unica immagine: quella della strega eretica, considerata nemica della religione cristiana perché alleata del diavolo. Gli inquisitori, incaricati dai tribunali dell’Inquisizione cattolica di indagare soprattutto sui casi di eresia (idee religiose contrarie agli insegnamenti ufficiali della Chiesa), iniziano così a cercare e processare le presunte streghe.

Le persone accusate vengono interrogate e, in alcuni processi, sottoposte a tortura, cioè all’uso della sofferenza fisica per ottenere informazioni o confessioni. Sotto una simile pressione, una persona può finire per confessare ciò che i giudici vogliono sentirsi dire. Può ammettere di avere partecipato al sabba, di avere incontrato il diavolo e perfino indicare altre presunte streghe, pur di porre fine alla tortura. Durante una confessione, una donna può accusare altre donne di essere streghe e le accuse possono generare altri processi. La paura alimenta altra paura.

La strega è il simbolo di chi appare diverso e quindi pericoloso. In una società attraversata da forti contrasti religiosi, cresce infatti il tentativo della Chiesa e degli Stati di controllare il comportamento delle persone. La caccia alle streghe terminò quando, nel 1700, le persone praticamente smisero di crederci, come avrebbe detto il filosofo francese Voltaire: «Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle».

La strega è un vero e proprio simbolo della prima età moderna e di come le persone si sentivano in quel periodo: con la costante paura di sbagliare e di essere condannati dalla Chiesa.


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