Anche prima di studiare la Riforma protestante, è probabile che tu abbia sentito parlare degli evangelici. Ma attenzione, perché c’è un errore molto comune: molti li chiamano “evangelisti”, ma evangelici ed evangelisti non sono la stessa cosa. Gli evangelisti sono, secondo la tradizione cristiana, gli autori dei quattro Vangeli: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Gli evangelici, invece, sono cristiani appartenenti alle diverse Chiese nate dalla Riforma protestante e dai suoi sviluppi successivi. Tra le differenze più grandi rispetto al cattolicesimo c’è il fatto che gli evangelici non venerano i santi e non gli rivolgono preghiere. Per questo, per esempio, non festeggiano l’onomastico. Oggi il termine evangelico è molto diffuso soprattutto negli Stati Uniti, mentre in Europa si usano spesso anche le parole protestante o riformato.

La Riforma protestante, infatti, non diede origine a una sola nuova Chiesa. Dalle idee di Martin Lutero nacquero diverse confessioni cristiane (confessione significa qui una particolare forma organizzata della religione cristiana). Queste Chiese condividevano alcune idee della Riforma di Lutero, ma interpretavano in modo diverso altri aspetti del Cristianesimo. Insieme alla Chiesa luterana nacquero così altre importanti Chiese protestanti.

Una delle prime fu la Chiesa anglicana, nata in Inghilterra durante il regno di Enrico VIII. In questo caso la separazione da Roma nacque da una questione politica. Enrico VIII era sposato con Caterina d’Aragona, ma dal loro matrimonio non era sopravvissuto all’infanzia nessun figlio maschio. L’unica figlia arrivata all’età adulta era Maria, mentre il re desiderava un erede maschio. Enrico chiese al papa, quindi, che il matrimonio fosse dichiarato nullo, ma il papa rifiutò. Lo scontro portò a una rottura definitiva tra papa e re Enrico VIII. Con l’Atto di supremazia del 1534, Enrico VIII si proclamò «capo supremo» della Chiesa d’Inghilterra e strappò al papa il controllo della Chiesa inglese. L’arcivescovo di Canterbury, allora Thomas Cranmer, divenne la principale carica religiosa inglese dopo il sovrano. La nuova Chiesa conservò inizialmente molte strutture e molti riti della tradizione cattolica, ma introdusse anche cambiamenti importanti. I monasteri furono soppressi e le loro proprietà passarono al regno d’Inghilterra, mentre la Bibbia venne tradotta in inglese e resa disponibile nelle chiese inglesi.

La Riforma diede vita ad altre Chiese anche in Svizzera. Nel 1519, a Zurigo, nella Svizzera tedesca, Ulrico Zwingli iniziò una predicazione che condivideva diversi punti con quella di Lutero, ma sviluppava anche idee proprie. Poco dopo, nella Svizzera francese, Ginevra divenne il centro di un’altra importante Chiesa grazie a Giovanni Calvino. Oggi si usa l’espressione Chiese riformate viene usata in particolare per le comunità influenzate da Zwingli e Calvino, mentre Chiesa luterana per quelle nate direttamente dalle idee di Lutero.  A Ginevra, Calvino cercò di costruire una comunità in cui la vita pubblica fosse regolata secondo rigorosi principi religiosi. La vita quotidiana doveva quindi rispettare regole molto severe. Il ballo, il gioco d’azzardo, l’ubriachezza e altri comportamenti considerati contro il Cristianesimo venivano condannati e fortemente controllati. Uno degli aspetti più importanti del pensiero di Calvino era la dottrina dell’elezione, legata all’idea di predestinazione. Secondo questa concezione, è Dio a stabilire chi sarà salvato, e la decisione divina non può essere modificata dalle azioni degli esseri umani. Le buone opere, quindi, non servono a convincere Dio a cambiare decisione. Da Ginevra, le idee di Calvino si diffusero in Francia, nei Paesi Bassi, in Inghilterra e in Scozia, e in seguito, anche in Nuova Inghilterra, la regione dell’America settentrionale colonizzata dagli inglesi.


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