È il 1479. A Firenze, Lorenzo de’ Medici è sopravvissuto da pochi mesi alla Congiura dei Pazzi, nella quale è stato assassinato suo fratello Giuliano. Ora deve rimettere ordine nella città e affrontare i nemici che la minacciano dall’esterno. Intorno a lui, Firenze vive uno dei periodi culturalmente più splendenti della sua storia. È la Firenze che secoli dopo sarà ricostruita dettagliatamente in Assassin’s Creed II.

Secondo le sue leggi, nel Quattrocento Firenze è ancora una repubblica. Nella realtà, però, il potere si concentra sempre più nelle mani di una famiglia di ricchissimi mercanti e banchieri: i Medici. I Medici avranno anche un ruolo fondamentale nello sviluppo della cultura rinascimentale.

Prima di incontrare Lorenzo bisogna allora conoscere suo nonno, Cosimo de’ Medici, che domina la politica fiorentina dal 1434 al 1464. Cosimo è un banchiere, un politico e un appassionato collezionista. Raccoglie statue antiche, pietre preziose, monete e medaglie. Soprattutto raccoglie libri. La sua biblioteca arriva a contenere circa quattrocento volumi, acquistati o fatti copiare in diverse regioni d’Europa e dell’Oriente.

Cosimo comprende che il prestigio di una famiglia non dipende soltanto dal denaro. Dipende anche dalla cultura. Per questo diventa un grande mecenate, cioè una persona ricca e potente che protegge e finanzia artisti, letterati e studiosi. Tra gli intellettuali da lui sostenuti c’è Marsilio Ficino, figlio del suo medico personale. Cosimo gli paga gli studi e lo accoglie nella villa medicea di Careggi, che diventa un importante luogo d’incontro per gli studiosi interessati alla filosofia dell’antico pensatore greco Platone. Protegge anche Cristoforo Landino, maestro di retorica, cioè dell’arte di parlare e scrivere in modo efficace, che svolge un ruolo importante nella diffusione, tra gli intellettuali del periodo, delle lingue volgari, cioè le lingue parlate quotidianamente, accanto al latino.

Cosimo non finanzia soltanto libri e filosofi. Firenze e i suoi dintorni diventano un grande cantiere. Fa restaurare il convento domenicano di San Marco, sostiene i lavori nella chiesa di San Lorenzo, progettata da Brunelleschi, e affida al suo architetto preferito, Michelozzo, la costruzione del palazzo di famiglia. Finanzia inoltre ville, l’abbazia di Fiesole e persino edifici lontani da Firenze, come palazzi a Milano, il Collegio degli Italiani a Parigi e un ospedale a Gerusalemme. Protegge lo scultore Donatello, che sarà poi sepolto accanto a lui, e il pittore frate Giovanni da Fiesole, conosciuto come Beato Angelico, al quale vengono affidati gli affreschi di San Marco.

Tanta bellezza nasce però in un’Italia tutt’altro che tranquilla. Nel Quattrocento la penisola italiana è divisa in diversi Stati regionali, spesso in lotta tra loro. A metà del secolo si arriva finalmente alla pace. Nel 1453 Costantinopoli cade nelle mani dei Turchi ottomani e l’Impero bizantino scompare. Gli italiani iniziano a temere il pericolo di una conquista turca dell’Italia e decidono di mettere da parte i loro contrasti. Nel 1454 viene così conclusa la pace di Lodi, che stabilisce un nuovo equilibrio tra le principali potenze della penisola. L’obiettivo è semplice: nessuno Stato deve diventare tanto forte da poter dominare tutti gli altri. Per mantenere questo equilibrio diventano fondamentali le alleanze e la diplomazia: gli Stati iniziano a inviare stabilmente dei diplomatici presso le Corti degli altri Stati. Il loro compito è mantenere i rapporti, risolvere i contrasti attraverso il dialogo e favorire gli accordi, evitando, quando possibile, nuove guerre.

È in questo periodo che cresce Lorenzo de’ Medici, che diventerà famoso come Lorenzo il Magnifico. Nel 1469, ancora giovanissimo, diventa il nuovo leader dei Medici e, di fatto, chi comanda a Firenze. Durante la sua vita, vivrà diversi momenti delicati. Il momento più drammatico arriva la mattina del 26 aprile 1478. Nel Duomo di Firenze, durante la messa, alcuni uomini attaccano Lorenzo e suo fratello Giuliano. È la Congiura dei Pazzi, chiamata così dalla potente famiglia fiorentina coinvolta nel complotto contro i Medici. Lorenzo viene ferito ma riesce a salvarsi; Giuliano viene invece ucciso. Lorenzo subito dopo scatena la sua vendetta. È uno degli episodi più celebri della storia di Firenze e, non a caso, è stato ricostruito anche in Assassin’s Creed II, dove il giocatore assiste alla congiura accanto a un Lorenzo virtuale.

Lorenzo il Magnifico non è solo un politico, ma anche poeta, intellettuale e mecenate, accogliendo personaggi come Andrea del Verrocchio, Bertoldo di Giovanni, Angelo Poliziano e Marsilio Ficino. Il Giardino di San Marco, dove vengono raccolte opere antiche e dove giovani artisti possono studiare e fare esperienza, diventa uno dei luoghi simbolici di questo periodo. Nell’ambiente artistico della Firenze medicea crescono figure simbolo del Rinascimento come Michelangelo e Leonardo da Vinci. Lorenzo stesso scrive poesie. Nei libri di letteratura italiana lo incontriamo soprattutto per i Canti carnascialeschi, testi legati al carnevale fiorentino. Il più famoso contiene alcuni versi diventati quasi il simbolo della sua epoca: «Quant’è bella giovinezza, / che si fugge tuttavia!».

La Firenze rinascimentale è un luogo dove si sperimentano nuove tecniche artistiche. Nella chiesa di Santa Maria del Carmine, Masaccio sperimenta negli affreschi un nuovo modo di rappresentare lo spazio attraverso la prospettiva, la tecnica che permette di creare su una superficie piatta l’illusione della profondità. Simbolo della città è la cupola della cattedrale di Santa Maria del Fiore, progettata da Filippo Brunelleschi, una delle più spettacolari imprese dell’architettura del periodo. Alla rivoluzione artistica si accompagna quella delle idee. Intorno a Marsilio Ficino si sviluppa il neoplatonismo, cioè una nuova interpretazione della filosofia dell’antico pensatore greco Platone, che viene collegata al pensiero cristiano.

Quando Lorenzo il Magnifico muore nel 1492, Firenze perde l’uomo che per anni ne aveva guidato la politica e che aveva contribuito a mantenere la pace tra gli Stati italiani attraverso alleanze e diplomazia, una pace che finirà poco dopo la sua morte. Quello stesso 1492 diventerà una delle date simboliche della storia europea: Cristoforo Colombo raggiungerà l’America e gli storici la utilizzeranno tradizionalmente per indicare la fine del Medioevo e l’inizio dell’Età moderna.


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