Una delle cause del perché il Rinascimento ebbe come suo centro l’Italia, arrivò da molto lontano. Nel 1453 un esercito guidato dai Turchi Ottomani conquistò Costantinopoli, la capitale dell’Impero romano d’Oriente. Quella vittoria cambiò non solo la politica, ma anche la storia della cultura: molti studiosi greci fuggirono in Italia portando con sé preziosi manoscritti dell’antichità. La loro presenza contribuì alla riscoperta della lingua greca e delle opere dei grandi filosofi e scrittori classici, alimentando il Rinascimento.

Ma chi erano, in realtà, questi Turchi che cambiarono il destino dell’Europa? Oggi è facile dire che sono gli abitanti della Turchia, ma un tempo abitavano nell’Asia centrale e poi, nel corso dei secoli, si erano spostati verso occidente. Tra questi emersero prima i Selgiuchidi e poi gli Ottomani, destinati a costruire uno degli imperi più grandi e duraturi della storia.

La regione in cui si stabilirono è chiamata Anatolia, la grande penisola che oggi costituisce gran parte della Turchia. Prima del loro arrivo queste terre appartenevano all’Impero bizantino, cioè l’Impero romano d’Oriente. I suoi abitanti parlavano greco e seguivano la Chiesa ortodossa (la Chiesa cristiana d’Oriente, separata da quella di Roma dopo il 1054), ma continuavano a considerarsi Romani e si facevano chiamare infatti Romei, cioè “Romani”. L’arrivo dei Turchi cambiò lentamente la storia di quei territori.

Nel 1071, durante la battaglia di Manzicerta, i Turchi selgiuchidi sconfissero l’esercito bizantino e iniziarono a occupare gran parte dell’Anatolia. Fu proprio questa avanzata a spingere l’imperatore bizantino a chiedere aiuto all’Occidente, dando origine alle Crociate che abbiamo già studiato in precedenza.

La situazione peggiorò ulteriormente nel 1204, quando furono gli stessi Crociati, trasportati dalle navi veneziane, a conquistare e saccheggiare Costantinopoli. Anche se i Bizantini riuscirono in seguito a riconquistare la loro capitale, il rapporto tra i cristiani d’Oriente e quelli d’Occidente si spaccò definitivamente.

Verso la fine del Duecento una nuova dinastia di Turchi guidata da Osman diede origine agli Ottomani, chiamati così proprio dal nome del loro fondatore. Nel giro di pochi decenni i Turchi ottomani conquistarono tantissimi territori, come Serbia e Bulgaria, espandendosi sempre di più.

Alla fine del Trecento l’Impero bizantino era ormai ridotto a pochissimi territori. Oltre a Costantinopoli controllava solo alcune isole e la Morea, la parte sud della Grecia, governata da un principe chiamato despota. Nel 1394 gli Ottomani circondarono Costantinopoli e l’Europa occidentale cercò di reagire organizzando una nuova crociata. Tuttavia, nel 1396, l’esercito cristiano fu sconfitto nella battaglia di Nicopoli, lasciando Costantinopoli quasi senza speranze.

Quando tutto sembrava perduto, un evento inatteso cambiò momentaneamente la situazione. Nel 1402 il condottiero mongolo Tamerlano sconfisse gli Ottomani nella battaglia di Angora. L’impero ottomano attraversò una breve crisi e l’impero bizantino, per qualche anno, visse un periodo di pace dagli attacchi turchi. Con il sultano Murad II gli Ottomani ripresero l’espansione e nel 1422 tornarono ad assediare Costantinopoli.

L’imperatore Giovanni VIII Paleologo cercò allora l’ultima possibilità di salvezza. Andò in Italia e partecipò al Concilio di Firenze del 1439, dove fu proclamata l’unione tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa nella speranza di ottenere aiuti militari dall’Occidente. L’accordo, però, non portò a nulla di concreto: molti Bizantini e gran parte dei membri della chiesa ortodossa rifiutarono quell’unione, mentre gli aiuti militari promessi arrivarono troppo tardi e in quantità insufficiente.

Nel 1444 fu organizzata un’altra crociata, conclusasi però con una nuova sconfitta cristiana nella battaglia di Varna. Pochi anni dopo, nel 1448, divenne imperatore Costantino XI Paleologo. Intanto, tra gli Ottomani aveva preso il potere Maometto II, detto il Conquistatore. Il suo obiettivo era chiaro: conquistare Costantinopoli. Per preparare l’assedio fece costruire la fortezza di Rumeli Hisar sulle rive del Bosforo, così da controllare il passaggio delle navi e impedire l’arrivo di rifornimenti a Costantinopoli. Fece inoltre realizzare enormi cannoni capaci di colpire le antiche mura bizantine, considerate fino ad allora quasi indistruttibili.

Il 2 aprile 1453 iniziò l’assedio finale dei Turchi a Costantinopoli. Per quasi due mesi la città resistette agli attacchi dei Turchi, ma il 29 maggio le mura cedettero. I soldati ottomani entrarono a Costantinopoli e l’imperatore Costantino XI morì combattendo tra i suoi uomini. Con lui terminava definitivamente l’Impero romano d’Oriente, sopravvissuto per quasi mille anni dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente.

La conquista di Costantinopoli ebbe conseguenze enormi: l’Impero ottomano divenne una delle maggiori potenze del mondo e dominò il Mediterraneo orientale e il Medio Oriente per molti secoli.


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