Per capire come, da una Spagna divisa in più regni, si arriverà poco più di un secolo dopo al viaggio di Cristoforo Colombo, dobbiamo quindi fare qualche passo indietro. Abbiamo già incontrato i navigatori, ma prima di vedere la spedizione di Colombo bisogna capire che cosa stesse succedendo in quella Spagna da cui lui partì nel 1492, ossia come si arrivò alla sua conclusione la Reconquista, cioè il lungo processo con cui i regni cristiani della penisola iberica conquistarono progressivamente i territori governati dai musulmani.
Il centro più importante della Spagna di allora era Toledo, che, prima dell’ascesa di Madrid, era la capitale della Castiglia. È conosciuta ancora oggi come la “città delle tre culture”: cristiana, musulmana ed ebraica.
Tra Trecento e Quattrocento la penisola iberica non è ancora uno Stato unitario. Esistono quattro grandi regni cristiani: Castiglia-León, Aragona, Portogallo e Navarra. A sud sopravvive invece il regno musulmano di Granada, ultimo grande territorio della penisola ancora governato da una dinastia musulmana.
Cristiani, musulmani ed ebrei hanno vissuto a lungo negli stessi territori, anche se questa convivenza non è stata sempre pacifica, e ci sono molte tracce di ciò in Spagna. Basta guardare la cattedrale di Toledo, dove elementi cristiani si mischiano a quelli arabi secondo lo stile mudéjar.
Ma l’eredità araba non si vede soltanto nei monumenti. Entra nelle case, nei piatti, negli oggetti e perfino nei suoni della vita quotidiana. Nelle abitazioni castigliane gli spazi tendono spesso ad aprirsi verso l’interno, intorno a cortili, mentre l’esterno può apparire più chiuso. Nelle famiglie nobili le donne trascorrono gran parte della vita nelle loro case. I mobili sono relativamente pochi: cassoni, tappeti, cuscini e tavoli bassi arredano le stanze. Molti tessuti e oggetti mostrano influenze provenienti dal mondo musulmano: tappeti lavorati con tecniche del Nord Africa, soffitti di legno intarsiato, oggetti di metallo finemente lavorati e ceramiche moresche. Tra le decorazioni più famose ci sono le piastrelle chiamate azulejos. Anche la parola italiana maiolica, usata per indicare un tipo di ceramica, richiama il nome dell’isola di Maiorca.
Anche entrando in cucina ritroveresti qualcosa del mondo arabo. Ci sono innanzitutto le spezie, come lo zafferano, ingrediente caratteristico di piatti spagnoli, come la futura paella valenciana. Poi ci sono gli agrumi, soprattutto limoni, cedri e aranci, e prodotti come melanzane, carciofi, bietole e zucche. È una cucina mediterranea, ma segnata dai secoli di presenza e di scambi con il mondo arabo.
Le influenze arrivano anche nella musica. Strumenti a corda legati alla tradizione del liuto arabo circolano in Spagna e poi nel resto d’Europa, contribuendo a una lunga storia musicale che, molti secoli più tardi, porterà anche allo sviluppo della chitarra moderna. Anche il flamenco ha le sue lontane origini qui.
La letteratura spagnola si ispira soprattutto alla tradizione cavalleresca europea. I cantares de gesta, cioè poemi che raccontano le imprese di guerrieri ed eroi, ricordano le chansons de geste francesi. In queste storie compaiono spesso i “mori”, il nome con cui i cristiani medievali indicavano genericamente i musulmani della penisola e del Nord Africa, tipici nemici di queste opere.
La società della Spagna medievale è quindi il risultato di un intreccio profondo tra elementi cristiani, islamici ed ebraici. Ma, avvicinandoci alla fine del Quattrocento, questo cambia. Ebrei e musulmani vengono sempre più esclusi dalla società spagnola.
Nel frattempo, inizia ad emergere l’idea di un’unione tra Castiglia e Aragona, due regni molto differenti. L’Aragona è un paese che si affaccia sul Mediterraneo, mentre la Castiglia occupa invece gran parte dell’interno della penisola ed ha un’economia per la maggior parte agricola.
L’unione dei due regni viene decisa con un matrimonio. Il 19 ottobre 1469, Isabella di Castiglia sposa Ferdinando d’Aragona. Il legame tra i due regni, governati dalla stessa coppia di sovrani, rende più facile la cacciata degli Arabi dalla Spagna. Dal 1482 al 1492, le forze di Castiglia e Aragona conquistano pezzo dopo pezzo il regno di Granada, l’ultimo regno musulmano. Il 2 gennaio 1492 Aragonesi e Castigliani conquistano l’ultima città musulmana, Granada. Con la conquista di Granada finisce la Reconquista. Le tracce della cultura araba nelle parole, nel cibo, nella musica, nell’artigianato e soprattutto nei monumenti spagnoli, dall’Alhambra di Granada alla Giralda di Siviglia.
Pochi mesi dopo, il 31 marzo 1492, Isabella e Ferdinando, ricordati come i Re Cattolici, ordinano l’espulsione degli ebrei dai loro regni, a meno che non accettino di convertirsi al cristianesimo. Molti partono verso il Portogallo, il Nord Africa, l’Italia, il Medio Oriente e i territori dell’Impero ottomano. Qualche mese dopo, inizierà dalla Spagna il viaggio di Cristoforo Colombo che lo porterà in America.

Lascia un commento