La seconda rivoluzione industriale portò armi più potenti e letali che mai. I cannoni a fuoco rapido, i fucili con caricatore e le mitragliatrici aumentarono la velocità, la precisione e la capacità distruttiva degli eserciti. Per la prima volta, non solo i soldati, ma anche scienziati, ingegneri e meccanici avevano un ruolo fondamentale nelle guerre.
Anche la tecnologia per organizzare gli eserciti fece grandi progressi. Il telegrafo, il telefono, la macchina da scrivere e le ferrovie permisero di radunare e spostare i soldati più velocemente che mai. Inizialmente, i giovani erano felici di partecipare alla guerra, sognando avventure e eroismo. La realtà, però, era molto diversa: milioni di uomini morirono in modo brutale, a causa delle nuove tecnologie di guerra.
La trincea divenne il simbolo di questa guerra. I soldati, per difendersi dal terribile fuoco dell’artiglieria, si rifugiavano in fossati scavati nel terreno. Qui vivevano al freddo e al bagnato, circondati da ratti e pidocchi. La guerra si trasformò in una serie di battaglie lunghissime, con pochissimi guadagni di terreno, ma centinaia di migliaia di vittime.
L’artiglieria era l’arma più usata, insieme al filo spinato, che rendeva quasi impossibile superare le linee nemiche. L’introduzione di grandi quantità di proiettili a gas velenoso aumentò ancora di più il numero di morti.
Con il passare del tempo, due invenzioni cercarono di risolvere l’impasse delle trincee. La prima fu il carro armato, sviluppato in Gran Bretagna e Francia. Questi veicoli erano una sorta di scatole blindate motorizzate, a prova di proiettile, che si muovevano su cingoli; erano armati con mitragliatrici e cannoni corazzati. Potevano attraversare le trincee, ma erano lenti, poco affidabili e difficili da usare.
La seconda fu l’aviazione, che all’inizio serviva solo per osservare il nemico, ma che presto diventò un’arma potente. I piloti si sparavano l’un l’altro, usando prima pistole, poi carabine, e infine mitragliatrici allineate con la struttura dell’aereo e sincronizzate con l’elica. Con l’intensificarsi delle ostilità, il numero e la varietà delle missioni assegnate agli aerei crebbero sempre di più. Alle ricognizioni e ai collegamenti si aggiunsero l’individuazione dell’artiglieria, il supporto ravvicinato a terra, l’interdizione delle comunicazioni, gli attacchi agli aeroporti, i bombardamenti “strategici” dietro le linee del fronte e, ovviamente, il combattimento aereo. Alla fine della guerra, erano stati sviluppati aerei specializzati per molte di queste missioni, e le forze aeree, che inizialmente contavano poche migliaia di uomini, si erano espanse centuplicandosi.
Anche i soldati cambiarono. All’inizio della guerra, i militari britannici indossavano berretti morbidi e usavano solo fucili e baionette. Alla fine, erano protetti da elmetti d’acciaio e respiratori contro i gas velenosi, armati con mitragliatrici e mortai, e supportati da carri armati e aerei. Il potere di fuoco sostituì la forza numerica come chiave per vincere la guerra.
La guerra coinvolse non solo i soldati, ma anche le popolazioni civili. Milioni di persone lavoravano in fabbriche, uffici e campi per sostenere lo sforzo bellico. Nacquero grandi organizzazioni burocratiche che controllavano tutto: cibo, carburante, materie prime, e perfino i salari dei lavoratori.

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