Quando pensi a un luogo dove puoi trovare il papa, probabilmente immagini subito Roma. Per molti secoli è stato così. Eppure, tra il 1309 e il 1377, la sede del papato fu trasferita ad Avignone, una città francese. Come successe?
Il trasferimento fu la conseguenza dello scontro tra il papa e il re di Francia. Per molto tempo, infatti, i re di Francia erano stati i principali alleati dei papi. Tutto questo cambiò all’inizio del Trecento, con Papa Bonifacio VIII. Nel 1302 pubblicò la bolla Unam Sanctam (la bolla è un documento ufficiale emanato dal papa), nella quale sosteneva che il papa fosse superiore a chiunque, compresi i re, anche per quanto riguardava la politica. Il re di Francia, Filippo IV il Bello, non era molto d’accordo con questo. I due si scontrarono a tal punto che nel 1303 gli uomini del re francese imprigionarono Bonifacio VIII, che fu poi liberato ma morì poche settimane più tardi.
Due anni dopo venne eletto come papa un francese, Bertrand de Got, che prese il nome di Clemente V (1305-1314). Fu lui che decise di non stabilirsi a Roma, ma di trasferirsi, insieme alla sua curia, ossia l’insieme dei vari cardinali e funzionari che lo aiutavano a gestire la Chiesa romana, ad Avignone. La città apparteneva al papa, anche se si trovava nel territorio francese, e offriva un ambiente molto più tranquillo rispetto a una Roma in cui di continuo le famiglie nobili romane si scontravano per il potere.
Durante i quasi settant’anni trascorsi ad Avignone, la Chiesa cambiò profondamente. Qui fu costruito il grande Palazzo dei Papi, ancora oggi uno degli edifici medievali più imponenti d’Europa. La gestione della chiesa divenne sempre più organizzata e furono nominati molti cardinali e funzionari francesi, soprattutto perché erano considerati bravi negli affari di governo. Il governo della Chiesa assunse così una struttura sempre più simile a quella di un qualsiasi altro regno europeo, con uffici specializzati e tanti funzionari ognuno addetto ad un compito specifico.
Però c’erano anche i lati negativi: il legame sempre più stretto con il regno di Francia diede l’impressione che i papi dipendessero dal re di Francia. Se il papato veniva gestito meglio di prima, dall’altra parte l’idea di un papa che governasse tutto il mondo cristiano stava ormai passando. Infatti stavano avendo sempre più potere i regni europei, come la Francia e l’Inghilterra, che non volevano più seguire gli ordini del papa.
Inoltre i cardinali avevano sempre più potere e in alcuni casi entravano in contrasto con i papi stessi! Per tutto il periodo avignonese si continuò a parlare di un possibile ritorno del papa a Roma. Quel momento arrivò finalmente nel 1377, quando papa Gregorio XI decise di trasferirsi da Avignone a Roma. Non erano però finiti i problemi. Alla morte di Gregorio XI furono infatti eletti due papi: uno a Roma e uno ad Avignone. Ebbe così inizio il Grande Scisma d’Occidente (scisma: divisione all’interno della Chiesa), una delle crisi più gravi della storia della Chiesa cattolica.
Lo scisma terminò solo nel Concilio di Costanza (1414-1418), una riunione dei grandi della Chiesa cattolica dove fu eletto un unico papa, Martino V (1417-1431), appartenente alla famiglia romana dei Colonna. Con lui il papa tornò definitivamente a Roma, che da allora rimase la sede stabile della Chiesa cattolica.

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