10.2 Parola chiave: Re

Per secoli il Medioevo era sembrato dominato soprattutto da due grandi autorità, il Papa e l’Imperatore. Ma, tra il XIII e il XIV secolo, qualcosa cambia. Sulla scena europea salgono nuovi protagonisti: i re.

La parola monarchia indica una forma di governo in cui il potere è affidato a una sola persona. I re esistevano già da molti secoli, ma nel Duecento i regni diventano molto più forti e organizzate. Nascono così le monarchie nazionali, cioè regni stabili che possono essere considerati gli antenati degli Stati europei di oggi.

Durante il 1200, i re riescono poco alla volta a rafforzare il potere pubblico, cioè l’autorità dello Stato esercitata attraverso leggi, funzionari e tribunali. Il re non è più soltanto un potente signore feudale, magari sotto l’autorità dell’imperatore, ma governa in maniera indipendente un territorio sempre più grande.

Questa trasformazione è particolarmente evidente in Francia e in Inghilterra, dove i re rafforzano il proprio potere. Lo stesso processo, anche se con tempi diversi, avviene in Spagna, in Scandinavia e in gran parte dell’Europa centrale. In Germania e in Italia, invece, dove resiste ancora il Sacro Romano Impero, questo non avviene allo stesso modo, perché il potere rimane diviso tra tantissimi principi e città indipendenti.

I re cercano anche di rafforzare il prestigio del regno. Per questo la figura del re assume un carattere sempre più sacro. Durante la cerimonia dell’incoronazione il sovrano viene consacrato con riti religiosi, quasi come un vescovo. Viene unto con gli oli santi, un po’ come avviene durante la cresima, per mostrare che il suo potere deriva da Dio.

Nello stesso periodo entrano lentamente in crisi i due grandi poteri che avevano dominato fino a quel momento in Europa: il Papato e l’Impero. Il re viene ormai considerato l’incarnazione del potere pubblico. Per rafforzare questa idea, i re si appropriano definitivamente dei diritti che spettavano un tempo solo all’imperatore, come il potere di gestire la giustizia, prendere i soldi delle tasse, fabbricare monete e controllare il territorio.

Nasce poi un’idea nuova: il potere non appartiene soltanto al re come persona, ma soprattutto al regno. Il regno non è più visto, come succedeva con i Franchi, come un possesso personale del re, ma qualcosa che continua ad esistere anche dopo la morte del re. Per questo motivo il territorio e i diritti del regno vengono considerati inalienabili, cioè non possono essere venduti, ceduti o divisi come se fossero una proprietà privata del re, come invece tante volte era successo con i Franchi. Questo principio si afferma soprattutto in Spagna e Inghilterra.

Naturalmente il re non può governare come vuole. Secondo i pensatori medievali, il suo compito principale è governare per garantire il bene comune, cioè il vantaggio di tutti gli abitanti del regno e non solo il suo interesse personale. Per questo ritorna una distinzione vecchia: quella tra re e tiranno. Il re governa rispettando la legge e cercando il bene degli abitanti del regno, il tiranno, invece, usa il potere solo per sé stesso. Non a caso figure come Robin Hood servono a denunciare le ingiustizie di quelli che sono considerati tiranni.

Molti studiosi del XIII secolo scrivono veri e propri manuali per l’educazione dei futuri governanti, in cui spiegano quali qualità deve possedere un buon re.

I re rafforzano gli strumenti necessari per governare: rendono più efficiente la raccolta delle tasse, creano eserciti permanenti, sviluppano tribunali e una rete di funzionari che gestiscono il territorio il regno anche nelle zone più lontane dalla capitale. Il risultato di tutti questi cambiamenti è la centralizzazione del potere: significa che il potere è sempre più gestito da una sola persona o, comunque, da chi governa nella capitale e sempre meno poteri rimangono ai vari feudatari sparsi per il regno. Le decisioni vengono prese sempre più spesso alla corte del re e il controllo del territorio da parte del re diventa più diretto. È così che, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, nascono quei regni destinati a dominare la storia europea per molti secoli.


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